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14.12.12

-a Berlino con il sari.

rieccomi.
non m'interessa se mi danno il posto in atelier.
non voglio cercare aiuto per richiedere il WBS.
il bambino vuole svegliarsi.
alcune volte sono egoisti.
altre volte. molte. hanno molta pazienza. poi c'è Pazienza ma quello ora non c'entra.
il bambino questa volta é clemente. continua il suo sonno.
io amo quando scrivo bene. quando sono immersa. quando come alcune volte. quando sono io. mentre mi piace, mi piaci e allora piango.
io ringrazio se leggi qui.
uomo che non conosco.
donna che nemmeno a te.
andare indietro. pensare alla Santacroce che scriveva strana.
pensare a quello lì che rideva e mi diceva che anche Oriana leggeva. quella che ci disse che il suo nome era perché la Fallaci. Amen. I miei genitori no. Il libro della Fallaci forse solo nella piccola libreria di legno comprata in oriente.
odio l'oriente. odio come lo amano in molti. odio chi si traveste con abiti lunghi come sari quando si sente pieno di mondo mentre si riempie di spezie in India. poi la sera ti spogli. ti fai vedere. non hai più il sari.

odio le cose etniche. qui ho preso da mio padre. mi ha fatto la scuola. lui fa quello che sa. e anche io. sono sua figlia. inevitabile. e allora mi piace quella cosa che tu con il sari non conosci.
e che non sai che di indiani bianchi é pieno. che più sei bianco e meglio è.
che anche loro sono ignoranti.
che il cielo li perdoni.
anche loro non sanno. non é loro la colpa.
la colpa è sempre di altri.
loro più deboli e noi che andiamo a farci le lampade.
mi piace scrivere e pensare che non sempre afferri il concetto.
se non mi danno l'atelier scrivo lo stesso.
risparmio 150 euro.
mi compro un sari. vero.
ma me lo metto qui.
a Berlino.
vado in giro con il sari e faccio le trecce a mio figlio.
i capelli li tengo lunghi e non me li faccio tagliare da Violeta che mi dicono sulla bocca dei bambini.
Violeta bacia tutti?
sta seera chiedo a Marijo se gli piace il nome Violeta.
mi dirà di no. si ricorderà di quella e mi dirà che tanto altri bambini no ne aspettiamo.
allora rimaniamo d'accordo per Mia.
Mia Agazzi.
ti metto il sari.

ti porto in India a fare la scuola internazionale.
sarai più occidentale di una londinese.
più forte sicuramente di una che studia in cattolica a Milano.
poi se ti vuoi mettere il sari, te lo metti. altrimenti mamma ti compra i blue jeans.

8.12.12

-le strade che fanno sognare.

Ho sceso di corsa ogni mattina 

(alcune volte di corsissima) 

(ed altre anche a salire)

per andare a scuola

queste strade.






ma non solo io.

spesso J.J. con me.

la mia amica.

e minuti e minuti prima,

il Sommo.







VI INCOLLO L'INTERO ARTICOLO COPIATO [ QUI ]



Pedamentine a Napoli: Le strade che fanno sognare





La Pedamentina (da pedemontanus, ai piedi della collina) è un complesso sistema pedonale di suggestive discese e gradinate che collega la zona collinare di Posillipo o del Vomero fino al centro storico e al mare. Sono itinerari affascinanti o panoramici, per buoni camminatori, ideali per riscoprire angoli dimenticati della città senza dover prendere mezzi di locomozione.
Da via Tito Lucrezio Caro, nei pressi del parco Virgiliano, scende, ai piedi della collina di Coroglio, fino al mare, dove c’è la Gaiola (dal napoletano caiola, grotta ). La strada è tortuosa, a volte stretta e ripida e un po’ lunga ma è percorsa attivamente da tantissimi giovani tutto l’anno e diventa un luogo comune per i bagni in estate. I gradini scavati nel tufo si snodano tra la macchia mediterranea e l’antico borgo di case, dove sorgono, tra l’altro, importanti resti archeologici di epoca romana.

Calata san Francesco inizia a via Belvedere e taglia via Aniello Falcone e via Tasso, raggiungendo il Corso Vittorio Emanuele, e di qui, scende a via Riviera di Chiaia, di fronte allaVilla Comunale. La strada, così denominata perché conduce dal Vomero alla chiesa con l’annesso convento di San Francesco degli Scarioni, è lineare e dritta fino alla fine.
Pedamentina di San Martino è tra i più antichi camminamenti della città. Con i suoi 414 scalini collega la Certosa di San Martino al centro storico della città, sul Corso Vittorio Emanuele, dietro l’ospedale militare, da cui poi si intraprendono le rampe di Montesanto. Suggestivo e panoramico percorso che vale la pena intraprendere almeno una volta, ma per le ragazze è sconsigliato aggirarsi per la strada da sole, soprattutto se di sera. Per non perdere il fascino della discesa è meglio andare in compagnia.
Le Rampe del Petraio prendono il loro nome dalla consistenza pietrosa del territorio su cui sono nate. Come molte altre rampe storiche della città, anche queste affondano le loro radici tra il ‘500 e il ‘600. Furono edificate per collegare il Vomero al “nuovo” quartiere di Chiaia e partono da via Annibale Caccavello per scendere al Corso Vittorio Emanuele, all’altezza della chiesa di S. Carlo alle Mortelle. Da qui, poi, vi è una doppia possibilità di proseguimento: o i gradoni di S. Maria Apparente, la salita Vetriera e le successive rampe Brancaccio, che portano nel cuore della Napoli più elegante: via dei Mille e via Filangieri; oppure i gradoni di Chiaia, che portano appunto a via Chiaia.

-scrivendo dei 16 anni ne ho compiuti 18.

ne avevo giusto 7anni fa.
sembra un secolo. sembra ieri.
la sorella. 7anni di meno ne ha oggi.
penso a lei scrivendo.
e penso a me ricordando.
la scuola.
un fidanzato.
io mi ricordo la festa. dei miei 16anni.
alcune cose mi sfuggono.
mi ricordo Cascone che non ha mai portato un regalo ma quell'anno portò erba.
mi ricordo tutti eccitati da sto cannone lunghissimo.
se ci guardassi oggi mi farei delle risate sonore.
16anni.
Claudio.
avevo scritto altri due nomi ma stonavano tantissimo.
lui unico.
poi 16 anni mi fa pensare sempre tantissimo a 'sto diario della scuola giallo di Anne Geddes.
E' l'anno di Jessica Serena Chicca Fede Anna. O era quello prima?
(da notare il punto e poi la lettera maiuscola__chi mi legge sempre ne sa qualcosa)
Ciaaaaoooo RoBiGallOttOla! tu che mi fai morire dal ridere e più di ogn'uno mi ricordi i miei di 16anni e che mi scrivi su facebook grande il tuo ultimo post sono la tua prima fan! che vita!
poi le scritte sul diario. NON QUELLO DI FACEBOOK!
le ore dietro al giornalaio dopo scuola.
e anche prima.
oddio qui mille ricordi.
mi ricordo quelli più grandi che ammiravo.
chi mi piaceva.
devo assolutamente dichiararmi.
perchè poi si ride un sacco.
allora: Massimo ed io che mi compravo le Lucky Strike perché se le fumava lui così facevo colpo.
se dovessi pensare di fare oggi una cosa del genere mi verrebbe prima un sacco di tenerezza e poi tantissime risate.
dietro al giornalaio ho scoperto anche di avere un cugino: Alessandro.
con madre omonima a mia sorella.
16anni ricordo la terza superiore.
l'interrogazione di storia con la mappa concettuale.
la prima. 6.
in molti 4 e 5.
io 6.
Sommella faceva finta di essere cattivissimo.
mi ricordo Dante. Petrarca.
Dante più di tutti.
Gli ignavi.
Lui solo l'inferno ci faceva studiare.
Gli ignavi dovrebbe essere canto 6. Se mi sbaglio ditemelo ma tanto ora non é importante.
L'interrogazione comunque era sulla mascita dei comuni nel medioevo.
Claudio mi aveva aiutata a fare la mappa.
lui sempre perfetto. io no.
mi ricordo la mia scrivania.
i suoi cassetti.
Giulia, dimmi dove sono tutti i  miei fogli, le poesie, i filtrini del tabacco, le fotografie ammappate, l'album di Capri con Claudio, le cartoline di Shiva e Ganesh, il piccolo borsino di raso bianco dell'Avon con dei fiorellini mimose sopra regalo della nonna Enza che oggi é morta, la sua lettera di auguri scritta su carta millimetrata arancione



per credo i 18 anni e che é stata fin'ora la più commovente da me ricevuta, dentro solo 50 euro e poi quello della nonna Tatà, anonimo, dentro di soldi ce n'erano 100, ma non valevano nulla. 18 di anni ne avevo. e già me n'ero accorta che non valevano nulla perchè erano racchiusi in un nulla forse di lupo alberto mentre la carta millimetrata era la cosa più poetica che avessi avuto tra le mani.