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26.5.13
-[SEI MESI DI BLOG!] riepilogo.
5.1.13
-mio padre sarà pure un rompiscatole MA è un genio.
(le genialate di mio padre)
e così il pacco dopo 9 giorni è arrivato.
ma 9 è un bel numero.
nel pacco c'era di tutto.
possiamo invitare a cena amici e deliziarli con specialità dello slow food (?)
naturalmente la cosa più bella di quando ricevi un regalo non è "lui" in se. ma l'energia. l'anima del regalo.
quanto c'è della persona che te lo ha donato dentro questo.
21.12.12
-la cameretta con le pareti "inguacchiate" di colori.
negl'ultimi giorni si è insidiato un po' di buio dentro me a causa di certi exploit di mio padre.
sono stufa.
quando non lo sento sto meglio.
ma ora non voglio dedicare il post a lui.
era solo per giustificare la mia assenza.
adoro scrivere quotidianamente.
come già detto ogni giorno, in molti momenti della giornata mi attraversano differenti idee sulle quali scrivere.
argomenti.
poesie.
cose belle e brutte.
ieri ne ho avuta una brutta proprio per colpa del buio.
l'ho mandata via.
l'ho rifiutata e anche se è furba io mi conosco meglio di quanto lei, l'idea brutta che voleva farsi scrivere, crede di conoscere me.
quindi accolgo quella dei pastelli a cera.
ieri sera dopo aver disteso Vincenzo nel letto io sono tornata in soggiorno a mettere in ordine pensando alla fine del mondo sulla quale ho sempre fantasticato per il mio disprezzo verso il capitalismo con il quale, finché non prenderò coraggio, dovrò continuare a convivere e
mettevo a posto i pastelli a cera.
grossi.
colorati bene.
ciccioni.
bellissimi e colorati proprio bene.
anche il grande pastello senape.
e pensavo.
sono stufa.
quando non lo sento sto meglio.
ma ora non voglio dedicare il post a lui.
era solo per giustificare la mia assenza.
adoro scrivere quotidianamente.
come già detto ogni giorno, in molti momenti della giornata mi attraversano differenti idee sulle quali scrivere.
argomenti.
poesie.
cose belle e brutte.
ieri ne ho avuta una brutta proprio per colpa del buio.
l'ho mandata via.
l'ho rifiutata e anche se è furba io mi conosco meglio di quanto lei, l'idea brutta che voleva farsi scrivere, crede di conoscere me.
quindi accolgo quella dei pastelli a cera.
ieri sera dopo aver disteso Vincenzo nel letto io sono tornata in soggiorno a mettere in ordine pensando alla fine del mondo sulla quale ho sempre fantasticato per il mio disprezzo verso il capitalismo con il quale, finché non prenderò coraggio, dovrò continuare a convivere e
mettevo a posto i pastelli a cera.
grossi.
colorati bene.
ciccioni.
bellissimi e colorati proprio bene.
anche il grande pastello senape.
e pensavo.
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17.12.12
-mangiare con le mani- (vizio?)
avete mai provato
a mangiare
con le mani?
chi lo ha fatto sa che spesso
è davvero molto piacevole
bene. bene. bene. siamo giunti all'argomento cruciale per la maggior parte delle famiglie italiane.
forse alcuni non lo sanno ma per molti, mangiare con le mani, corrisponde quasi ad un tabù.
ma perché?
ancora una volta, come per la condivisione del lettone e il tenere il bambino a stretto contatto con la mamma per la maggior parte della giornata, anche per la questione mangiare con le mani la negazione di tale pratica (fa quasi ridere definirla così) va ricercata nelle caratteristiche culturali.
nell'Europa tutta, che io sappia, non c'è usanza corrente di mangiare con le mani.
in Asia è consuetudine e anche in Africa.
in molti so che morirebbero dalla voglia di attaccarmi ricordandomi che è appropriato e conveniente vivere secondo la nostra cultura.
io a queste persone rispondo:
.allora per favore non farti piercing ne tatto perché nemmeno questa pratica è nella nostra cultura.
.non andare a fare il fico al Sushi bar per ovvie ragioni.
e forse ce ne sarebbero tante altre di ottime risposte.
poi ci sono quelli che, come mio padre, avendo loro esposto il tuo principio culturale difficilmente attaccabile (almeno da parte sua che pare comunque essere aperto alle altre culture)
ti dicono che però udite! udite! se lascerai mangiare il bambino con le mani lui prenderà il vizio di farlo a non imparerà quindi ad usare le posate. che, per carità, mi pare giusto che apprenda quest'abilità ma, ha tempo per farlo!!! (senza poi parlare del fatto che per il bambino, soprattutto durante lo svezzamento, è di fondamentale importanza conoscere il cibo con le mani e portare queste alla bocca)
io, a questo punto preferisco quasi quasi quelli che mi dicono di seguire la nostra cultura nella quale non è usanza mangiare, appunto, con le mani.
bene! passiamo all'aspetto legato alla crescita personale del bambino. qui sono entusiasta di rimandarvi ad un articolo di un'ostetrica che mi ha da subito trasmesso energia, vitalità e dolcezza.
lei credo che sia molto più informata di me e capace nell'esporre l'argomento.
.buona lettura e grazie ancora a chi mi legge.
14.12.12
-a Berlino con il sari.
rieccomi.
non m'interessa se mi danno il posto in atelier.
non voglio cercare aiuto per richiedere il WBS.
il bambino vuole svegliarsi.
alcune volte sono egoisti.
altre volte. molte. hanno molta pazienza. poi c'è Pazienza ma quello ora non c'entra.
il bambino questa volta é clemente. continua il suo sonno.
io amo quando scrivo bene. quando sono immersa. quando come alcune volte. quando sono io. mentre mi piace, mi piaci e allora piango.
io ringrazio se leggi qui.
uomo che non conosco.
donna che nemmeno a te.
andare indietro. pensare alla Santacroce che scriveva strana.
pensare a quello lì che rideva e mi diceva che anche Oriana leggeva. quella che ci disse che il suo nome era perché la Fallaci. Amen. I miei genitori no. Il libro della Fallaci forse solo nella piccola libreria di legno comprata in oriente.
odio l'oriente. odio come lo amano in molti. odio chi si traveste con abiti lunghi come sari quando si sente pieno di mondo mentre si riempie di spezie in India. poi la sera ti spogli. ti fai vedere. non hai più il sari.
odio le cose etniche. qui ho preso da mio padre. mi ha fatto la scuola. lui fa quello che sa. e anche io. sono sua figlia. inevitabile. e allora mi piace quella cosa che tu con il sari non conosci.
e che non sai che di indiani bianchi é pieno. che più sei bianco e meglio è.
che anche loro sono ignoranti.
che il cielo li perdoni.
anche loro non sanno. non é loro la colpa.
la colpa è sempre di altri.
loro più deboli e noi che andiamo a farci le lampade.
mi piace scrivere e pensare che non sempre afferri il concetto.
se non mi danno l'atelier scrivo lo stesso.
risparmio 150 euro.
mi compro un sari. vero.
ma me lo metto qui.
a Berlino.
vado in giro con il sari e faccio le trecce a mio figlio.
i capelli li tengo lunghi e non me li faccio tagliare da Violeta che mi dicono sulla bocca dei bambini.
Violeta bacia tutti?
sta seera chiedo a Marijo se gli piace il nome Violeta.
mi dirà di no. si ricorderà di quella e mi dirà che tanto altri bambini no ne aspettiamo.
allora rimaniamo d'accordo per Mia.
Mia Agazzi.
ti metto il sari.
ti porto in India a fare la scuola internazionale.
sarai più occidentale di una londinese.
più forte sicuramente di una che studia in cattolica a Milano.
poi se ti vuoi mettere il sari, te lo metti. altrimenti mamma ti compra i blue jeans.
non m'interessa se mi danno il posto in atelier.
non voglio cercare aiuto per richiedere il WBS.
il bambino vuole svegliarsi.
alcune volte sono egoisti.
altre volte. molte. hanno molta pazienza. poi c'è Pazienza ma quello ora non c'entra.
il bambino questa volta é clemente. continua il suo sonno.
io amo quando scrivo bene. quando sono immersa. quando come alcune volte. quando sono io. mentre mi piace, mi piaci e allora piango.
io ringrazio se leggi qui.
uomo che non conosco.
donna che nemmeno a te.
andare indietro. pensare alla Santacroce che scriveva strana.
pensare a quello lì che rideva e mi diceva che anche Oriana leggeva. quella che ci disse che il suo nome era perché la Fallaci. Amen. I miei genitori no. Il libro della Fallaci forse solo nella piccola libreria di legno comprata in oriente.
odio l'oriente. odio come lo amano in molti. odio chi si traveste con abiti lunghi come sari quando si sente pieno di mondo mentre si riempie di spezie in India. poi la sera ti spogli. ti fai vedere. non hai più il sari.
odio le cose etniche. qui ho preso da mio padre. mi ha fatto la scuola. lui fa quello che sa. e anche io. sono sua figlia. inevitabile. e allora mi piace quella cosa che tu con il sari non conosci.
e che non sai che di indiani bianchi é pieno. che più sei bianco e meglio è.
che anche loro sono ignoranti.
che il cielo li perdoni.
anche loro non sanno. non é loro la colpa.
la colpa è sempre di altri.
loro più deboli e noi che andiamo a farci le lampade.
mi piace scrivere e pensare che non sempre afferri il concetto.
se non mi danno l'atelier scrivo lo stesso.
risparmio 150 euro.
mi compro un sari. vero.
ma me lo metto qui.
a Berlino.
vado in giro con il sari e faccio le trecce a mio figlio.
i capelli li tengo lunghi e non me li faccio tagliare da Violeta che mi dicono sulla bocca dei bambini.
Violeta bacia tutti?
sta seera chiedo a Marijo se gli piace il nome Violeta.
mi dirà di no. si ricorderà di quella e mi dirà che tanto altri bambini no ne aspettiamo.
allora rimaniamo d'accordo per Mia.
Mia Agazzi.
ti metto il sari.
ti porto in India a fare la scuola internazionale.
sarai più occidentale di una londinese.
più forte sicuramente di una che studia in cattolica a Milano.
poi se ti vuoi mettere il sari, te lo metti. altrimenti mamma ti compra i blue jeans.
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