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10.4.14

-fate altro.


il merlo rosso è perfetto per scrivere.
poi Mannarino mi fa pensare a De Andrè.
*

*
ma quanto è dolce lei?
molto più di lui.
meglio quando canta solo.
ma lui comunque s'impegna.
*

16.1.13

-con la valigia in mano. part2 [la (Ri)nascita]

nacque il 9.3.11
a Napoli.
la cosa che non dimenticherò mai nonostante possa questa apparire banale è che il mio ultimo pasto prima di essere una mamma a tutti gli effetti, fu un buonissimo piatto di spaghetti con i pomodorini come li fa spesso mia mamma.
e che tra un boccone e una contrazione chiamai mio cugino Dario al telefono per augurargli buon compleanno e per dirgli che mi sarei impegnata a far nascere il mio bimbo il suo stesso giorno ma che proprio non avrei potuto assicurargli che avesse avuto i capelli rossi come lui.
i capelli infatti tutti neri. 
tutti appiccicati alla testa.
lui tutto pulsante.
strillante.
insanguinato ma vivo-vivo come una piccola bestia.
quello era padre e piangeva.
bellissimo e piccolo nelle sue lacrime.
Bambino è riuscito a rubargli la scena.
i medici ridevano perché io nemmeno lo avevo messo al mondo e già cercavo di raccontargli storie per cercare di calmare gli strilli.
gli dicevo prima di non piangere.
poi si.
poi di piangere e di sfogarsi.
sostenevo le sue grida per non farlo sentire ridicolo.
per appoggiare il suo disagio. 
il suo primo.
il suo primo in un mondo troppo spesso innaturale.
se fosse stato per me lo avrei fatto nascere in una stalla con il bue e l'asinello.
ma non sono la madonna e non mi fidavo tanto dell'assistenza di dio.

.calda e pura sarebbe stata una nascita così.


a quella di dio quindi ho preferito quella medica.
o meglio: ostetrica.

3.1.13

-Hippocampus mon amour.

ho sposato uno strambo.
sicuro.
non lo strambo. non lui. non sicuro come persona.
sicuro che è strambo.
lo sapevo anche prima di andare dalla tipa in comune.
già cosciente del fatto che avrei detto si al matrimonio con uno strambo sono andata a scegliere la data. con lui. e con bambino.
ma non sapevo nemmeno la data di nascita della mia testimone.
il Cavalluccio Marino mi sono quindi maritata.
che poi se vedi le foto, questi Hippocampus fanno un po' impressione.
so mica tanto bellini. si. la forma è bellina. ma guardateli bene.
il mio però è bello.
è bruno.
gli occhi bruni.
la pelle bruna come la terra.

21.12.12

-la cameretta con le pareti "inguacchiate" di colori.

negl'ultimi giorni si è insidiato un po' di buio dentro me a causa di certi exploit di mio padre.
sono stufa.
quando non lo sento sto meglio.
ma ora non voglio dedicare il post a lui.
era solo per giustificare la mia assenza.
adoro scrivere quotidianamente.
come già detto ogni giorno, in molti momenti della giornata mi attraversano differenti idee sulle quali scrivere.
argomenti.
poesie.
cose belle e brutte.
ieri ne ho avuta una brutta proprio per colpa del buio.
l'ho mandata via.
l'ho rifiutata e anche se è furba io mi conosco meglio di quanto lei, l'idea brutta che voleva farsi scrivere, crede di conoscere me.
quindi accolgo quella dei pastelli a cera.
ieri sera dopo aver disteso Vincenzo nel letto io sono tornata in soggiorno a mettere in ordine pensando alla fine del mondo sulla quale ho sempre fantasticato per il mio disprezzo verso il capitalismo con il quale, finché non prenderò coraggio, dovrò continuare a convivere e
mettevo a posto i pastelli a cera.
grossi.
colorati bene.
ciccioni.




bellissimi e colorati proprio bene.
anche il grande pastello senape.
e pensavo.