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22.5.14

-a Berlino diventa giorno presto.

Rischio di non andarci proprio a dormire.
tra due ore e mezza devo essere in piedi.
sto asoltando per l'ennesima volta "wait" e sto aspettando chissà cosa.
alzo il volume.
vado di là.
provo ad immaginarmi.
preparo pancake.
latti schiumosi.
panini con la marmellata.
aspetto che il cielo diventi completamente chiaro.




l'alba è più magica del tramonto.
inutile spiegare il motivo.
ho di là una bambina abbandonata a se stessa.
me ne sto prendendo cura come se fosse mia figlia.
fa tenerezza a tutte.
tutti.
la Cate anche si offre mamma per alcune ore.
sua madre ora non c'è.
ci siamo noi.
tutti.
gli amici.
mio figlio che ora è un fratellino.
anche la piccola T. aspetta.
chissà cosa.
prima piangeva.

7.5.13

-io non dedico il mese di Aprile.

come mi suggerisce Wikipedia, il nome Aprile, secondo alcune interpretazioni, deriva dall'etrusco Apro e a sua volta del greco Afrodite a cui era dedicato appunto il mese di Aprile.

Oh, la tanto cantata dea dell'amore.

ma non andiamo oltre e bandiamo cuoricini, batticuori e tutto ciò che ci scivola dentro pensando al tanto sospirato Amour.

chiedo scusa ai coccoloni [cuddly]





e anche a quelli che soffrono di farfalle allo stomaco.

la cosa importante è una ed una sola: non ci sono post nel mese di Aprile.

colpa dell'Amour o del dormir,
essenziale non è quanto il risultato.

10.1.13

-biblioteche berlinesi.

mi sono emozionata.
camminavo come Gas Gas di Cenerentola quando si prende tutto il mais da terra per portarlo via dalle galline e farsi una scorpacciata.
avevo 12 libri in mano. li reggevo impilati quasi fin sotto il mento.
mi vedevo da fuori ed ero bellissima.
una topa da biblioteca.
fica.
nella mia mente egocentrica.
intellettualoide.
forse agli occhi degli altri.
non leggerò 12 romanzi in 4 settimane.



16.12.12

-in braccio- (vizio?)

per un bambino 
essere tenuto in braccio
 è un bisogno


invito chiunque ad immaginarsi appena uscito da un caldo e confortevole luogo dove si è stati stretti stretti ma proprio stretti per almeno 1 mese e dove per i precedenti 8 mesi si è nuotato o fluttuato con una luce molto soffusa per essere stati poi praticamente scaraventati in un mondo freddo, rumoroso e troppo grande e non sentire un estremo bisogno di essere tenuti in braccio.

probabilmente non è necessario raccontare delle più diverse teorie pedagogiche che si pronunciano in merito [che potete comunque trovare qui] per capire l'importanza che è racchiusa nel tenere il più possibile un bambino a contatto con il corpo della sua mamma oppure, se non ce l'ha, di chi si prende cura di lui.

a me verrebbe da riservare al piccolo tanti mesi in braccio per conoscere bene il mondo e sentirsi sicuri quanti ne ha passati al calduccio.
tenendo presente che i bambini nati prematuri e quelli stati adottati sentiranno ancora più forte e forse per maggiore tempo il bisogno di contatto fisico.

io non ho studiato nulla in particolare e non ho svolto alcuna ricerca ma mi affascina molto il mondo dei bambini anche prima ancora che questi nascano e in particolare la loro emotività rispetto al nostro mondo che, non dimentichiamolo, è del tutto sconosciuto ai loro occhi come alla loro mente e al loro cuore e spetta a noi adulti mostrarglielo e farglielo conoscere come meglio ci è possibile fare.
quindi, ho sempre cercato di conoscere le più svariate teorie in merito.


Vorrei consigliare a chi fosse interessato, alcune letture che mi sono state di grande aiuto al fine di comprendere alcuni aspetti legati all'educazione e alle cure rivolte al bambino, sia a livello psicologico che strettamente fisico.


<<<  Avremo un bambino di Janet Balaskas, Yehudi Gordon, L. Su e F. Speciani    RED! edizioni


<<<  È nato Mio Figlio     500 argomenti sulla salute e lo sviluppo spiegati con la massima chiarezza - Da 0 a 3 anni    RED! edizioni


<<< per il resto mi sono sempre informata sul web e ho fatto dono di quello che mi hanno consigliato il mio pediatra di famiglia, l'ostetrica con la quale ho fatto il corso pre-parto a Napoli e il pediatra della Sardegna sempre comunque dando ascolto alle mie sensazioni e a quelle di Cavalluccio Marino papà Marijo ma soprattutto ascoltando Vincenzo Michelangelo

.ringrazio chi mi ha letto.