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20.7.14

-il mio primo.

stavo lì fuori.
lui dentro.
non so quale lingua parlasse.
io fumavo e guardavo nel vuoto.
lui avrebbe potuto scegliere esattamente il disco perfetto per quel momento.
io mi limitavo ad immaginarlo.
vedevo il vuoto nelle margherite e le margherite nel vuoto.
la commessa mi fissava come se fossi una delle tante persone perse che incontri a Berlino nelle strade.
io l'ho vista sott'occhio.
ma non ho voluto guardarla.
avevo bisogno di un attimo di nulla per fermare le emozioni e i pensieri.
le aspettative.
forse ricordi di averle tenute a zero o addirittura sotto.
sotto forzatamente.
lui ad un certo punto mi ha sorriso.
io non ho saputo come rispondere.
ho aspettato.
pensavo alla scena di lui che si guardava nel portafoglio come per cercare qualcosa di veramente piccolo.
così mi sono girata come se fosse stata una di quelle decisioni molto pensate e ponderate.
mi sono girata e ho guardato alcune bici ferme.
lasciate lì.
poi ricercando la sua figura tra le piante e gli scaffali ordinati di foglie, ho visto un vaso viola e dentro c'era un girasole.
solo.
un girasole da solo.


[mio figlio e il girasole]
piantato.
era una pianta.
non stava comprando fiori ma una pianta.
il suo sguardo profumato, sorridente e sereno insieme alle sue labbra belle e dolci mi volevano dire qualcosa.
ma tutto era tenuto al minimo.
poi mi ha raggiunta fuori.

11.6.14

-C'è un limite alla felicità?

La libertà.
prima di tutto.
Sicuramente l'arrivo dell'estate.

L'aMMöRe!


Si.
L'aMMöRe!
il senso di libertà che, se questo sentimento riesce a dare, è davvero impagabile.

Berlino.
Naturalmente.
Perché Berlino regala a chiunque, quel senso di libertà che molti cercano.
Berlino quella libertà te la rovescia addosso!
Come un uragano.
Ti prende la libertà alla mattina, già alle 4 quando arriva il giorno.
Ti accende quando alle 8 esci da casa, o ci  torni ed è molto giorno.

22.5.14

-a Berlino diventa giorno presto.

Rischio di non andarci proprio a dormire.
tra due ore e mezza devo essere in piedi.
sto asoltando per l'ennesima volta "wait" e sto aspettando chissà cosa.
alzo il volume.
vado di là.
provo ad immaginarmi.
preparo pancake.
latti schiumosi.
panini con la marmellata.
aspetto che il cielo diventi completamente chiaro.




l'alba è più magica del tramonto.
inutile spiegare il motivo.
ho di là una bambina abbandonata a se stessa.
me ne sto prendendo cura come se fosse mia figlia.
fa tenerezza a tutte.
tutti.
la Cate anche si offre mamma per alcune ore.
sua madre ora non c'è.
ci siamo noi.
tutti.
gli amici.
mio figlio che ora è un fratellino.
anche la piccola T. aspetta.
chissà cosa.
prima piangeva.

25.11.12

-potenzialmente ho come suocera una zingara.

Prima di avventurarti nella creazione del tuo primo post cerchi una colonna sonora degna di questo inizio e quindi.
Quindi hai a disposizione 4.508 file,152 cartelle. Scegli quella con scritto beirut e dentro ne trovi altre tre (cosa insolita per il mio pc) e così decidi per gulag orkestra perché ti sa ti zingaro e poiché io potenzialmente ho come suocera una zingara, credo che possa portarmi bene.



-Estate, Pierre Auguste Renoire.


E allora esegui tutti. 
La prima troppo triste.
La Seconda.
La Seconda come si chiama? 
E indovina un po': Prenzlaurberg senza la E
Chi mi ha trovata forse già sa dove voglio arrivare.
Questo blog nasce anche dalla voglia di dare consigli a coloro i quali stanno pensando di trasferirsi a Berlino. O che ci sono già. O che Berlino bla bla bla.
Perfetto.
Conclusione.